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“DEEP DIVE”: le storie e i talenti dei giovani designer dell’Accademia di Belle Arti di Roma

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Domenica 18 ottobre, il Complesso Monumentale dell’Acquario Romano ha aperto le sue porte a  “DEEP DIVE”, il fashion show nato dalla collaborazione tra Roma Capitale e l’Accademia di Belle Arti  di Roma e noi di Clarymoda  eravamo presenti. L’evento ha visto protagonisti undici studenti designer del corso di Culture e Tecnologie della Moda, che hanno portato in passerella le loro mini-collezioni frutto di un lungo percorso di ricerca e introspezione.

Il tema dell’immersione, evocato dallo stesso nome dell’iniziativa, si è tradotto nell’esigenza di andare oltre le apparenze e di esplorare in profondità ciò che si nasconde dietro ogni creazione. I protagonisti della serata hanno affrontato questo viaggio personale toccando temi complessi e intimi: c’è chi come Giulia Arcangeletti  ha lavorato sul contrasto tra morbidezza e rigidità per raccontare l’equilibrio tra libertà e costrizione, chi come Noemi Cavicchioli  si è ribellata all’omologazione quotidiana attraverso l’ironia, e chi come Francesca Romana De Santis  si è chiesta se l’ombra che ci accompagna sia la nostra vera essenza o solo un suo riflesso.

Tra le diverse visioni, Alessia Diociaiuti  ha cercato di dare forma e senso al caos quotidiano, Giulia Gangemi  ha esplorato la magia del travestimento e della maschera, mentre  Tiziano Giannini ha messo in discussione le paure e i simboli legati all’iconografia del male.

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E ancora, Teresa Quadrani  ha interpretato il corpo come un vero e proprio archivio vivente di ricordi, Ilaria Ricci ha sfidato le convenzioni estetiche esplorando il confine tra naturale e chirurgico,  Ilaria Secco ha raccontato il disagio interiore attraverso l’arte e le neuroscienze, fino ad arrivare a Maral Shakeri,  che ha vestito il tema della memoria e della rinascita dando valore a ciò che il tempo sembra aver dimenticato.

Accanto a loro, la serata ha vissuto il suo momento più toccante ed emozionante con la il ricordo di Justin Asprilla,  il giovane designer scomparso prematuramente la scorsa estat. Per rendere omaggio alla sua memoria e al suo talento, i compagni di corso hanno voluto riprendere in mano i suoi bozzetti e completare i suoi disegni, dando vita alla sua collezione incentrata sul valore storico e culturale del movimento Black Dandyism come forma di riscatto e affermazione identitaria. A rendere ancora più speciale questo momento è stata la presenza in sala del padre di Justin, che ha potuto assistere commosso alla presentazione dei capi ideati dal figlio, testimoniando quanto la creatività possa superare l’assenza e rimanere viva nel cuore e nel lavoro di chi resta.

A guidare e curare questo importante percorso sono stati i docenti Sara Chiarugi, Alberto Moretti  e Roberta Bianchi,  in una serata che si è conclusa con un momento di aperto dialogo in cui il pubblico ha potuto avvicinarsi ai capi, toccare i tessuti e parlare direttamente con gli autori. L’iniziativa si inserisce nel progetto di valorizzazione dei talenti voluto dalle istituzioni cittadine e dall’Accademia, e proseguirà sabato 24 ottobre al Castello di Lunghezza  con un nuovo incontro dedicato agli studenti degli istituti superiori romani.

Patrizia Faiello

Crediti foto Mariano Angelucci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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